giovedì 13 marzo 2014

MANAGEMENT DEI TESSUTI DURI E MOLLI NELLE RIABILITAZIONI PROTESICHE DEI SETTORI AD ALTA VALENZA ESTETICA :VALUTAZIONE DI UN CASO CLINICO

In questo post voglio sottoporvi un caso clinico  cistectomia in zona mascellare anteriore, con avulsione degli elementi 21 e 22 gravemente compromessi trattato con la sistematica L-prf.
La perdita degli elementi dentari, indipendentemente dalla causa, determina sempre un’ alterazione dell’architettura tridimensionale della cresta alveolare residua, da ciò ne deriva una modifica dell’aspetto estetico e funzionale.
Attualmente possiamo eseguire numerose tecniche di gestione dei tessuti duri e molli al fine di ottenere un risultato riabilitativo su impianti e su denti naturali efficace e predicibile.
Il caso presentato è riferito ad una procedura di ricostruzione ossea e dei tessuti molli in un settore ad elevato impatto estetico.
Il paziente, M.I. di 39 anni, è giunto all' osservazione a seguito di un intervento di cistectomia in zona mascellare anteriore, eseguito nell’anno 2011 con avulsione degli elementi 21 e 22 gravemente compromessi.
Il paziente presentava all’anamnesi buone condizioni di salute generale. 
L’esame odontostomatologico non presentava alterazioni importanti.
Dall’esame parodontale è stata riscontrata la presenza di un biotipo parodontale sottile, particolarmente sfavorevole (Figura 1).



A livello del sito interessato dalla patologia cistica residuava a distanza di 6 mesi dall’ intervento un importante deficit sia verticale che orizzontale, maggiormente marcato nella zona del 21.
Le elevate aspettative estetiche del paziente, il desiderio impellente di una riabilitazione funzionale e fonetica, hanno indirizzato la scelta clinica per una riabilitazione implantosupportata di tipo fisso.
Dopo aver eseguito una ceratura diagnostica ed aver attentamente valutato gli esami radiologici di primo e secondo livello, è stato formulato il piano di cura definitivo diviso in due fasi:

FASE 1. Posizionamento di un solo impianto in posizione 22 (la scelta tecnica era dettata dal deficit osseo in posizione 21 e della necessità di non posizionare due impianti contigui in un settore ad alto profilo estetico con conseguente rischio di perdita di papilla interprossimale; tale scelta è stata suggerita anche dall’osservazione fotografica dell’andamento del profilo gengivale e delle parabole residue.
Tale scelta è stata condizionata anche dalla relazione inter-mascellare.
Contestualmente all’inserimento dell’impianto è stata eseguita la tecnica GBR con ricostruzione volumetrica ossea tridimensionale del sito ed aumento in prima battuta del design dei tessuti molli.
È stato impiegato un impianto Intra-Lock di diametro 3,75 e lunghezza 15 (Figura 2).








La tecnica è stata eseguita impiegando osso suino collage nato (Osteobiol, Tecnoss, Coazze ,TO- Italia) ed una membrana riassorbibile in collagene (Figura 3).



Il paziente è stato monitorato per 5 mesi e protesizzato mediante maryland bridge con FRC ancorato ai denti 11 e 23.
Nei mesi di follow-up il paziente è stato controllato ad intervalli periodici di 15 giorni con l’intento di condizionare i tessuti molli e costruire artificialmente un sito ovate pontic mediante modifiche sequenziali sul provvisorio.

FASE 2. Eseguita a 6 mesi dal primo intervento, ha permesso la scopertura dell’impianto perfettamente osteointegrato ed un’ulteriore correzione dei tessuti molli (in particolare a livello del sito 21 dove ancora residuava un deficit orizzontale).

Dopo aver scoperto l’impianto in posizione 22 e posizionata una vite di guarigione idonea, è stata eseguita una tecnica mucogengivale bilaminare con prelievo dal palato di tessuto connettivo e contestuale innesto nel sito ricevente opportunamante creato, incidendo con una lama 15 c fino alla linea mucogengivale( l’innesto di connettivo è stato “imbustato nelle zone da ricostruire”) (Figura 4).






Il connettivo prelevato è stato sommato a membrane di PRF, Platelet Rich Fibrin ( PRF – Intralock Europa System).
La fibrina ottenuta grazie all’assenza di anticoagulanti è totalmente naturale ed associata ai fattori di crescita delle piastrine, pertanto crea delle condizioni favorevoli alla guarigione dei tessuti molli.La fibrina è la molecola che invia nell’organismo il segnale per attirare cellule staminali e rende più efficaci i fattori di crescita.

I fattori di crescita presenti in un coagulo di fibrina sono:

A- 100% di piastrine del sangue( 100% PDGF e TGF)
B- 65% dei leucociti= PDGF,VEGF.
C-fibrina, vitronectina, fibronectina

L’utilizzo di membrane in PRF è fortemente consigliato vista la loro maneggevolezza intraoperatoria e la facile versatilità associata al sorprendente valore biologico e biochimico.
Dopo aver accuratamente suturato i tessuti e stabilizzato le membrane in PRF è stata eseguita un’impronta intraoperatoria per poter costruire un provvisorio avvitato rinforzato
con profilo predefinito alla creazione del design finale delle papille.
Si può notare a soli 5 gg l’ottimo aumento ottenuto a livello orizzontale, la stabilità dei tessuti molli ed il loro trofismo, associati ad un primo risultato soddisfacente (Figura 5 e 6).































Il condizionamento dei tessuti nella fase provvisoria rappresenta lo step essenziale per armonizzare e stabilizzare i tessuti nei primi mesi di guarigione.
L’ovate pontic viene realizzato modellando la porzione più apicale del provvisorio con forma ovoidale e la porzione vestibolare con un lieve andamento concavo, in modo tale
da sostenere i tessuti senza compressione e contemporaneamente lasciando lo spazio idoneo per la loro maturazione.

CONCLUSIONI
Il controllo del profilo dei punti di contatto e delle parabole gengivali, la modifica sequenziale con lucidatura ad intervalli di 20 giorni del manufatto, delineano l’adattamento

plastico dei tessuti ricostruiti all’emergenza dentale ottenendo nella successiva fase protesica definitiva un risultato stabile e predicibile.

Dr. Fortunato Alfonsi, Dr.ssa Tiziana Sarrocco, Dr. Antonio Barone

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