martedì 8 ottobre 2013

L-PRF Vs PRP...due scuole a confronto





L-PRF Vs PRP

In questo Post, mi è sembrato interessante iniziare a mettere in chiaro le differenze tra le varie metodiche di produzione di emoderivati e concentrati piastrinici e alle differenze qualitative dei diversi prodotti  ottenuti in modo da rispondere anche alle domande che spesso mi vengono poste dai  medici.
Nello specifico andrò a confrontare :
L-PRF : Plasma Ricco di Fibrina e Leucociti Vs PRP: Plasma Ricco di Piastrine
 Il PRP Autologo, derivato naturale del sangue,  viene ottenuto mediante due centrifugazioni e necessita di calcio e trombina che danno luogo alla coagulazione.
Il Prp essendo un derivato del Plasma può essere conservato per alcuni giorni a -19o
L-PRF invece appartiene ad una nuova generazione di emoconcentrati che vengono ottenuti grazie ad una sola centrifugazione e che non prevedono l’utilizzo di additivi ( eparina, trombina, cloruro di calcio, EDTA) per cui il sangue non viene in alcun modo manipolato.
Altra differenza con il PRP è quella per cui l’L-PRF non è conservabile e deve essere quindi utilizzato contestualmente alla sua produzione.
La struttura dell’L-PRF riesce ad intrappolare le citochine all’interno della matrice di Fibrina mentre risultano pressochè nulle nell’essudato fibrinico e nel plasma acellulare.
Tale condizione fa si che le citochine intrappolate nella matrice fibrinica non si disperdano, bensì si attivano solo nella fase di rimodellamento della matrice cicatriziale agendo come una sorta di  drug delivery system e determinando un’azione di rimodellamento a lungo termine.
Tutt’altra distribuzione troviamo nella struttura del PRP; infatti le citochine sono presenti in grande quantità nell’essudato fibrinico e nel plasma acellulare  limitando l’effetto nel tempo delle stesse.
Inoltre la presenza di anticoagulanti (es. eparina) inibisce la cascata piastrinica che nell'L-PRF invece è presente in maniera massiva.
 
 
 
 
 

A) STRUTTURA DEL PRP

 
 
B) STRUTTURA di L-PRF
 
 
La struttura del PRP risulta inoltre meno elastica in quanto la fibrina viene polimerizzata molto velocemente mediante gli additivi, mentre il processo più lento e naturale di preparazione dell’L-PRF fa si che le citochine restino imbrigliate nella struttura, rendendola più forte ed elastica.

Tale caratteristica ci tornerà molto utile in fase di utilizzo in quanto la membrana di L-PRF è molto manneabile e soprattutto è suturabile.
Le suddette caratteristiche unitamente alla semplicità di preparazione rendono il protocollo L-PRF un sistema e un prodotto d’elezione nell’ambito della generativa evitando tutti i problemi medico-legali legati alla manipolazione e alla conservazione del sangue e dei suoi derivati.
 
 
 
 
Accelerazione dei processi
 
 
di cicatrizzazione tissutale con un
 
nuovo biomateriale: la fi brina
 
ricca di piastrine (PRF)

 
di M. Del Corso, J. Choukroun, A. Simonpieri, P. Zampetti, V. Bucci Sabbatini
 
estratto del N.4 - ANNO XXV - MARZO 2007
 

 

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